Il Matrimonio è un piumone

lunedì, 09 novembre 2009 in: romance
Ci si infila dentro volentieri, e, anche se nato per tenerci al caldo,
In un primo istante è fresco e freddo.

Allora si sta stretti per generare calore.

Poi prende la temperatura giusta e allora si resta stretti perché ci si è preso gusto.
E diventa un rito.

Ogni tanto il piumone scivola nel sacco verso i piedi e, quando sopra ci resta soltanto un fazzoletto di lenzuola, si prende dalla coda e si scuote con forza, per gonfiarlo di nuovo.

Altre volte invece si cambia il copripiumone. All'inizio lo vogliamo algido e modaiolo.
Poi semplicemente intonato con gli altri arrredi.
Infine si viene trasportati da istinti misteriosi, lasciandosi tentare da colori tenui e rassicuranti.

Perché il matrimonio è un piumone, caldo se lo scaldi, dolce se non lo strapazzi tirandolo ai bordi, morbido nella sua imbottitura.

simo comincia a sentire profumo di natale.
Simone, minimal 13:23 | commenti: commenti (popup)

Didesideri

sabato, 07 novembre 2009 in: musicalmente, casini di casa, astruse astrazioni, suono io
Pru l'ha chiamata Tennant, perché ho tentennato come non mai,
indeciso se prenderla, come prenderla,
se comprare una sacca, se non comprarla,
se pagarla in contanti o offrendo in cambio il mio corpo alla scienza.

Pru l'ha chiamata Tennant, perché il Dottore un nome non ce l'ha, si chiama solo "Il Dottore".
E la mia potrebbe chiamarsi "La Chitarra", ma sarebbe inesatto visto che ce ne sono già 3 in casa e rischierei di fare confusione.

Così Pru l'ha chiamata Tennant, ma al posto del gusto vagamente british che ti aspetteresti da un nome così, Tennant è nera, suona volentieri anche qualcosa di rock tradizionale.
Occorrerà un po' di sana disciplina per convincerla a dedicarsi al folk e all'indie.

Quando gliel'ho proposto, ieri, mi ha suonato qualcosa come "WHat?!?" e si è richiusa dentro un riff di Angel of Harlem.

Oggi mi è parsa però già più ambientata e, come tutti qui dentro, ha cominciato a vagare per casa, in camera da letto, in salotto, in cucina (che poi sono la stessa stanza) e davanti, ovviamente al computer.

Tennant, a dispetto del nome maschile è femmina. Per urlare ha bisogno di un jack e un ampli.
E anche se può sembrare una volgarità gratuita, non lo è.

Per rendere giustizia alla mia elettrica, ho ribattezzato lei Rose. E' femmina pure lei.

Quindi in casa siamo 5 contro 1.

Altro che quote rosa.


p.s. il Basso Acustico, quello è omo. Si chiama Jack. Ma lo amplifico di rado, o ci prende gusto.
E questa, si. E' una volgarità gratuita.
Simone, minimal 14:26 | commenti: commenti (popup)

Una gran brutta storia

lunedì, 02 novembre 2009 in: Storie del Cano
C'era un volta, tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, un principe su un pianetino piccino piccino con una rosa sottovetro.

Ma la magia è una cosa seria, basta parlare di serre improvvisate e monarchi autoconsacrati e minorenni.

Allora, dicevo, c'era una volta, tanto tempo fa, un bel pianetone grosso grosso e nel pianetone una pianura, parecchio piana, con un lago nel mezzo, chiamato Lagosudicio.

Tutto attorno a Lagosudicio, vai a sapere perché, si era infrattata una comunità di CaniBrutti, tutti dediti all'ostracismo, al terrorismo e altre robe che finiscono con -ismo ma ora non mi vengono in mente.

I CaniBrutti fumavano di continuo l'ErbaPippa del buon BarbaPecoro, che in realtà era indivia e lattughino secco, ma tanto loro sapevano assai.

Tra i CaniBrutti il miglior esponente, o il peggiore a seconda se lo guardavi davanti o dietro, era Il Cano Brutto, che per non fare confusione chiamerò Brodo.

Brodo era il migliore, ma questo l'ho già detto; migliore in cosa non è ben chiaro, ma visto che deve finire in -ismo, direi in menefreghismo.

Era il migliore, ma a lui non fregava nulla, appunto.

Brodo però, aveva un segreto: un ordigno magico dal potere incredibile: il Dado di Brodo.

Era esso un dado, perlappunto, a 6 facce ma cosa ci fosse sulle facce, sinceramente a lui non fregava nulla perché era menefreghista.

Il Dado aveva un potere incredibile: se buttato in una pentola piena d'acqua, esso la tramutava in brodo.

Però il dado poteva essere usato una volta sola, così Brodo lo conservava per le grandi occasioni.

Occasioni che non arrivavano mai dato che a lui non fregava una cippa di niente.

Però l'invidia è una gran brutta bestia (da non confondere con l'indivia, che è un'erba e costa carissima a Lagosudicio). Dicevo l'invidia era tutta nel terribile mago Pollo, il quale, più di ogni cosa bramava il Dado.

Il mago Pollo viveva sui monti perché era un pollo e si era fatto assurdamente fregare dall'agente immobiliare: doveva prendere 7 autobus per arrivare in centro.

Il mago Pollo faceva delle magie potentissime, tra cui l'estrazione del coniglio dal cappello (con l'aiuto di un complice.. il cappello) e il gioco delle tre carte.
In quest'ultimo però perdeva delle forti somme perché era un pollo e usava tre donne.

Il mago pollo aspirava alla magia più grande: fare il brodo.
Intendiamoci, era un mago: la sapeva fare. Ma per farla doveva suicidarsi nell'acqua bollente.

Era un pollo ma non così tanto, perciò voleva impossessarsi del Dado di Brodo.

Una notte buia il terribile Mago Pollo si nascose nel giardino di casa di Brodo, attendendo nell'ombra il malcapitato per poi derubarlo.
Brodo quella sera era andato al Bar con gli amici, che però praticavano l'assenteismo e quindi non vennero.
Rincasò presto e mentre attraversava il giardino di colpo sbucò fuori il perfido mago pollo.

Purtroppo per lui il giardino di Brodo era pieno di trappole per polli, tra cui un enorme cartello con su scritto "SALDI, SOLO PER OGGI PENNE AL 50%" e il mago Pollo venne attirato dalla scritta.
Ma il cartello era elettrificato e il Mago Pollo restò fulminato.

Questa è la verissima storia del Mago Pollo e di come, buttato nel lago, trasformò il sudicio in brodo. Poi tutti i CaniBrutti lo bevvero e al posto del lago oggi c'è un parcheggio.

Parola del Cano.
Simone, minimal 19:49 | commenti: commenti (popup)

Ágætis Byrjun

venerdì, 23 ottobre 2009 in: esperimenti letterari
Nel Paradiso delle Risposte, un giorno qualunque si svegliò una Domanda.

Smarrita ed incerta, rivolta a se stessa chiese dove fosse e perché fosse in quel posto; ma le parole rimasero pensieri, poiché nel medesimo istante due Risposte, il Perché e il Dove, le passarono accanto sfavillanti.

Ora la Domanda aveva ogni risposta a se stessa, eppure le mancava qualcosa.

E non era certo causa delle risposte, perché, nel Paradiso delle Risposte, ogni risposta è quella giusta ed ogni risposta è vera.

Eppure le mancava qualcosa. Era insoddisfatta.

Nel nostro mondo, questo Purgatorio di Risposte insoddisfacenti a Domande Sbagliate, esiste la soddisfazione.

Essa non risiede nelle risposte. E neppure in talune domande particolarmente ben formulate.

La soddisfazione è guardarsi allo specchio e vedere una famiglia, un amore vero, un lavoro ben fatto, un gatto grasso, un sorriso spontaneo, una lettura intelligente, una serata riuscita, la fine delle pulizie di stagione, una giornata di sole o una di pioggia vicino al termosifone.

La soddisfazione non è nelle risposte. neppure nelle migliori.

Per questo è inutile affannarsi nella ricerca di un senso. Meglio sedersi e guardare accadere.

Per me il Paradiso delle Risposte, è solo un mediocre inferno.
vivevamo in un altro mondo
dove non eravamo mai invisibili
pochi giorni dopo
parliamo di nuovo
ma il suono non era buono
eravamo tutti d'accordo
d'accordo su molte cose
lo faremo meglio la prossima volta
questo è un buon inizio
Simone, minimal 15:50 | commenti: commenti (popup)

Un nuovo inizio

martedì, 20 ottobre 2009 in: toghe in delirio
Sono cominciati, in via ufficiale, i preparativi per la trasformazione del mio studio da piccola ed anonima associazione post-studentesca a MEGASTUDIOCONOSCIUTOINTUTTOILMONDO.

ci mancano ancora alcuni passaggi, ma nel frattempo abbiamo affittato due stanze in più, segno indistinguibile che siamo ormai una potenza legale che non si può zittire.

a breve quindi mi trasferirò in un ufficio, dotato di una porta (con l'onere per chi vuole parlarmi di bussare) e di una finestra.

l'ufficio dispone anche del modernissimo "riscaldamento" che tramite un marchingeno opera del demonio o forse di un angelo misericordioso è capace di erogare aria calda se richiesta.

l'ufficio dispone altresì dell'aria condizionata, altro marchingegno di dantesca fattura che permette di ricevere un fresco venticello gelato, sempre su richiesta.

c'è una fastidiosa burocrazia nelle richieste, pertanto credo che avrò il riscaldamento entro (massimo) la fine di luglio 2010.

per ovviare al problema mi garantiscono l'aria condizionata fino a marzo.

il nuovo ufficio, come dicevo, ha anche una porta con una maniglia e nell'ufficio posso stare da solo senza questa fastidiosa smania collegiale di condividere la stanza con segretarie nevrotiche che ogni minuto interrompono il mio lavoro sui campi di Farmville con domande assolutamente irrilevanti ed a cui - è chiaro - non so rispondere.

il nuovo ufficio ha anche un sottoscala, accessibile tramite una scala, manco a dirlo.

il sottoscala è bellissimo e luminoso come la grotta verde di amalfi, con gli stessi riflessi smeraldini nell'acqua alta causa minuscole infiltrazioni di nessun conto.

il sottoscala sarà interamente popolato dai praticanti che potranno così lavorare con profitto in un ambiente interamente dedicato a loro.

potranno appendere i calendari zozzi, metter su mediaset calcio per le partite e rispondere alle domande della segretaria con risposte ovviamente sbagliate e fuorvianti.

nel sottoscala c'è un bagno, molto pulito e munito di antibagno in cui un praticante, con un cestino di vimini, farà una colletta ogni volta qualcuno desidererà usare il water.
anche questo sarà un utile strumento per innalzare i profitti dei poveri praticanti, troppo spesso ridotti a fare lavori umili o mansioni inique per portare a casa la pagnotta.

a chiosa del nuovo ufficio, una piccola stanzetta senza finestre, proprio adiacente al sottoscala, che verrà usata solo in casi estremi e comunque con tanta benevolenza per punire gli inadempienti e le segretarie incapaci di eseguire ordini sbagliati.

lo studio, così riformato, potrà finalmente rivaleggiare con i blasonati top legal da copertina, finalmente adottando le stesse strategie aziendali interne che portano matematicamente alla ribalta queste targhe del simposio professionale.
Simone, minimal 18:23 | commenti: commenti (popup)

Vai light

domenica, 11 ottobre 2009 in:
Preso da una incontenibile curiosità, ieri ho visto (e costretto a vedere) twilight.

La storia narra di una illetterata triste che pure la mamma preferisce bombarsi un giocatore di baseball fallito piuttosto che averci a che fare, la quale si trasferisce a casa del babbo.

Il babbo vive in un paesino di 3000 abitanti triste come la fame in cui fa il poliziotto e tutti lo chiamano capo.

Il babbo è forse più triste della figlia, passa le sue giornate guardando le partite di baseball in tv sbronzandosi con alcuni amici indiani di cui uno tristemente in carrozzina.

appena arrivata la figlia riceve in regalo un bellissimissimo furgoncino del '72 tenuto appositamente dentro un lago di fango e fatto uscire solo per lei, cosa di cui è - lei - inspiegabilmente felice.

difatti il giorno dopo arriva a scuola, il suo primo giorno di scuola, e diventa amica praticamente di tutti, dall'impedito che scrive su un giornalino i cazzi altrui, tale gossip boy, al ragazzetto bellino ma non triste, e per questo assolutamente inutile, amato dall'amica non triste e per questo inutilissima.

la ragazza triste si chiama Isabella Swan ma  per praticità la chiameremo Bella Cigna e tutto è triste e insulso fino all'arrivo della famiglia Culone.

La famiglia Culone è composta da 5 ragazzi che vanno a giro con le macchine fighe, si accoppiano promiscuamente tra fratelli e non socializzano con il resto della scuola.

Ci sono il fratellone e la sorellona Culone, che sono antipatici anzi lei è proprio odiosa non si sa perché e francamente non interessa a nessuno.

C'è la sorellina e il fratellino che lei vede il futuro solo se nessuno lo cambia, che pure Paolo Fox mi pare più attendibile e il fratellino è invece giovane e in preda a qualche strano turbamento che impedisce di dialogare con il prossimo. O forse si ammazza di pippe su internet, comunque non è interessante nella storia.

L'interesse è solo per Edoardo Culone, l'unico scoppiato del parentado: tutti lo vogliono ma lui sta per i fatti suoi: un po' perché è strano e un po' perché teme che gli freghino il cappottino grigio nuovo di Motivi.

Sono tutti figli adottivi del medico del Paese, il Dott. Culone, uno gentile che passa il suo tempo a curare i pazienti e ossigenarsi i capelli.

Edoardo si invaghisce subito di Bella Cigna perché non riesce a leggere i suoi pensieri; ah non ve l'avevo detto: lui legge la mente delle persone.
Solo che a causa di un vocabolario ridotto capisce solo "soldi" e "sesso".
Ma sta lavorando parecchio anche su "la mia vita fa schifo" e "voglio morire". Ci saranno nel prossimo film.

Bella è completamente illetterata, difatti a 17 anni, trovandosi davanti un tizio bianco come un cencio, che ferma le macchine a manate, non si fa vedere nelle giornate di sole ed è freddo come il ghiaccio, pensa sia solo un ragazzo strano e un po' triste.
Chiaramente se ne innamora.

Volendo capire qualcosa di più deve finire in una libreria del paese accanto per scoprire, grazie alla lettura di alcune parole prese a caso da Bram Stoker, che Edoardo Culone è un vampiro.

Edoardo è tormentato da questa sua condizione e gli svela di avere oltre 100 anni ma di bere solo il sangue degli animali: tutta la sua famiglia è vegetariana.
Pure la sorella stronza.
Io sul fratellino onanista non ci metterei la mano sul fuoco però.

"E' come se noi vivessimo di Tofu" dice lui, pensando che il Tofu sia "agnello" in cinese. Chiaramente c'è un po' di confusione sul concetto di "vegetariano" nel film.

Ci sono altri come lui, tipo quelli che uccidono la gente del villaggio facendo soffrire il babbo di Bella Cigna.

Ma francamente a nessuno frega una minchia di un vecchio che crepa in barca, per cui si va tutti a giocare a BaseBall con la famiglia Culone.

Loro giocano il BaseBall come Harry Potter gioca il Quidditch: lo fanno quando piove perché così i tuoni coprono il rumore della pallina che viene colpita da una forza sovrumana.
Una spiegazione scientifica degna di Totò.

Ovviamente mentre giocano, ecco che arrivano i vampiri cattivi e vogliono giocare pure loro: sembrano usciti dalla porta posteriore di Blade II e intendo proprio dal posteriore di Wesley Snipes, non dal film.

I vampiri cattivi scoprono che tra i vampiri buoni si nasconde Bella Cigna, scatenando così una inutile caccia all'uomo in cui Edoardo e la sua famiglia deve difendere la cigna triste dagli attacchi dei cattivi.

La vampira che prevede il futuro ci spoilera anche dove finirà il film, dentro una scuola di danza.
Oddio manca solo che si iscrivano tutti ad Amici.

Il vampiro cattivo viene fatto a pezzi e bruciato mentre Bella Cigna è preda di un misterioso veleno di cui nessuno ci ha spiegato niente.
Nella diagnosi a me pareva che la recisione dell'arteria femorale fosse più grave, invece basta legare una cintura alla gamba e succhiarle via il terribile veleno.
Si risveglia in ospedale, accanto alla mamma che la saluta pronta a ritornare a bombarsi il giocatore di BaseBall.

Mi domando: ma non era meglio fare un film sul BaseBall invece di girarci attorno con questa illetterata storia di vampiri?

Comunque scena finale: Bella Cigna e Culone Edoardo vanno al ballo di fine anno (lui è cento volte che ci va, ha una parete in cui tiene tutti i berretti del diploma) e mentre limonano un altro vampiro fuggito da Blade ci annuncia che ci sarà un seguito.

E se non vi bastasse, ci stanno pure i lupi mannari: sono indiani d'america. Spiegato finalmente perché li tengono rinchiusi nelle riserve.
Simone, minimal 10:37 | commenti: commenti (1)(popup)

Uno di questi giorni lo arresto, Balocco!

mercoledì, 16 settembre 2009 in: termopolitica
..e a quell'infame di Latino e Greco che mi ha rimandato per due anni metto pure lo zucchero nel serbatoio della macchina.

Ieri Qualcuno che non c'entra niente ha consegnato le case pagate dalla CroceRossa e costruite in Trentino.

I fortunati sono stati estratti a sorte, tra le migliaia di sfollati che oggi prendono la pioggia sotto una tendopoli sorvegliata a vista dalla polizia.

Un tempo si diceva prima le donne i vecchi e i bambini, ma nel paese del superenalotto si può solo sperare nel sorteggio.

E anche il sorteggio non ha certo prodotto un gran risultato: le case non sono state mica regalate, che vi credete.
Le case sono state concesse in comodato d'uso gratuito.

Che vuol dire? in sostanza è un semplice prestito, a tempo determinato o indeterminato. Solitamente alla morte del comodatario (leggi, il capo famiglia ad esempio) il comodato finisce e le case vanno restituite.
Comunque il comodante (leggi, chi ha dato le case) può richiedere le stesse indietro alla scadenza prevista (se a tempo determinato) o in assenza di termine, in qualunque momento.

Ecco quindi che ieri ad alcune persone sorteggiate tra migliaia di terremotati che hanno perso la casa e con essa buona parte dei loro beni, è stato concesso in prestito comunque precario un immobile prefabbricato costruito a fianco della vecchia Onna (di cui rimangono le macerie, giusto per attirare i turisti in seguito) di cui non saranno mai proprietari ed anzi saranno tenuti a restituire tra un po'.

A fronte di queste considerazioni, spettacolarizzare l'evento e titolare i giornali con "Missione Riuscita" appare quantomeno ironico.

Ragion per cui posso anche arrestare Balocco e mettere lo zucchero nel serbatoio della Prof di Latino e Greco, ma non credo che le cose cambieranno per questa mia personale rivolta.
(Il titolo è una citazione di Coliandro, visto ieri sera e di gran lunga più informativo ed interessante del prime time di RaiUno)
Simone, minimal 13:40 | commenti: commenti (popup)

Accoppiare i calzini

giovedì, 03 settembre 2009 in: casini di casa, il cano, astruse astrazioni, lisa dagli occhi bleu
Disteso sul tappeto rosso di camera appaiavo i calzini.

Ad ogni lavaggio, infatti, emerge un numero imprecisato di calzini spaiati che affonda dentro alcuni sacchetti di carta, tipo erboristeria, in attesa di ritrovare il gemello.

La sistematicità di questo evento mi spinge a credere che sia la stessa lavatrice a trasformare il dna delle calze per spaiare anche le irriducibili, dal momento che ad oggi siamo fieri padroni di almeno tre sacchetti da erboristeria ricolmi.

Calzini di lana, calzini corti, calzini dei pokemon, calze grosse con la gomma sotto, calzini grigi da lavoro che sembrano tutti uguali e non lo sono mai.

Ho rovesciato le buste sul tappeto rosso cominciando a dividere i calzini per colore, per tipo, per sesso, per ideologia politica e per gusti musicali.

Se, a prima vista, i calzini da donna appaiono di semplice e rapida identificazione, vuoi per la foggia singolare o per i disegni colorati sempre diversi, in realtà proprio questi mi hanno dato del filo da tocere notevole.

Calzini grigi con delle buffe faccette disegnate, ma facce diverse tra loro e quindi non gemelli; al massimo lontani cugini.

Calzini dei Pokemon e calzini di gattini che sembrano pokemon e invece sono solo felini indifesi che non passano gran parte della loro esistenza chiusi nelle uova colorate.

Calzini a righe: righe grosse, righe strette, arancioni e gialli: sono tantissimi e tutti diversi. Diversi per insignificanti particolari, tanto che dubito qualcuno si accorga della differenza; oltretutto sono corti, stanno dentro la scarpa..
Ma no, decido di non voler forzare i legami parentali inesistenti.

I calzini da uomo invece sono divisi in due semplici categorie: quelli sportivi, facili e agili perché sono di spugna e spesso bianchi; e quelli grigi.

La coloreria del grigio genera ogni anno almeno 100 grigi diversi, assolutamente incompatibili tra loro e quindi destinati all'orfanotrofio delle calze dopo il primo utilizzo.

Dopo alcune decine di minuti trascorsi a passare in minuziosa rassegna 20 calzini grigi, appaiandone ben due (con alcuni dubbi), invoco a gran voce il garante del calzino grigio, organo che stabilisca una volta per tutte l'unico grigio, il colore definitivo quale nuovo standard cui tutte le case devono adeguarsi.

Purtroppo la lobby dei calzini voterà sicuramente contro alla proposta; calzino spaiato, calzino ricomprato.

Al termine della raccolta ho comunque riavvicinato diverse famiglie, rimettendo i singhiozzanti e infelici gemelli diversi nel sacchetto di cartone tipo erboristeria: verrà anche il voltro momento, non temete.

La Guendalina per tutto il tempo mi guardava assorta, indecisa tra rincorrere i calzini appaiati (che lanciavo in una palla unica sul letto) e mordere gli orfanelli che ancora giacevano sul tappeto.
Il tutto con aria indifferente, frutto inevitabile del suo passaggio all'adolescenza. Il fatto ha suscitato la reazione immediata di Pru: "prendiamo un altro gatto piccino!".
L'adolescenza felina è una fase della crescita che non l'attira, è evidente.

Ritengo invece che, ora, si abbia finalmente la possibilità di dimostrare che genitori siamo, ora che il gioco si fa duro e il cano è misteriosamente scomparso dalla vita della Lory: dobbiamo dare loro un'istruzione adeguata e instradarle nel mondo dei felini adulti e vaccinati.

L'ultimo baluardo infantile, perciò, resta racchiuso sotto le coperte, quando, a tarda notte, Pru invoca a gran voce una "storia del cano" (marchio registrato) per dormire sonni piccini.
E chi sono io per negarla?


P.S. taluni fatti storici, seppur verissimi, possono aver subito piccole varianti per venire incontro alla sensibilità del lettore ed alla querela fatta nei confronti di questo Blog dal Cano, a suo dire reo di averlo messo in cattiva luce agli occhi dei lettori.
Simone, minimal 17:20 | commenti: commenti (popup)

Settembre cadono le foglie, otto risuonano di già..

La segretaria bis, quella assunta per eliminare con il tempo e fisicamente la segretaria in carica, non è stata riconfermata.

Per cui sono rientrato al lavoro solo per scoprire che ancora dobbiamo subire la dimostrazione vivente che la fuga dei cervelli all'estero non provoca diminuzione della popolazione.

Oltretutto a quest'ora il cervello sarà un qualche bracciante dell'Illinois ed avrà giurato sulla bandiera.

Pace, almeno lui ora ha un presidente di cui non c'è bisogno di vergognarsi per sentirsi anche solo persone normali.

La sera rientro a casa e guardo una nuova serie chiamata Brothers & Sisters, storia di una famiglia di Los Angeles con problemi di alcolismo.

La sceneggiatura parla ampiamente della corsa di un senatore alla casa bianca. E' un repubblicano, quindi la sua fine è nota, ma l'interessante è vedere che anche un'unghia incarnita, un'ombra sul suo passato, tipo quando ha mentito riguardo all'avere un labrador, provoca un disastro sul suo elettorato.

Da noi la serie è classificata Fanta-fiction, ovviamente.

Ieri all'Esselunga una signora insisteva a dire che Berlusconi rimane comunque un bell'uomo. Beh, anche Provenzano non è male. Sono amici, magari potrebbe organizzare un'uscita a quattro con una sua compagna di ramino.
Ah, no.
Uno di loro è in galera.
No, sto parlando di Provenzano. Lo so, è incredibile, chi l'avrebbe detto.. sembrava una brava persona.

Di colpo penso che la parodia dei Soprano fu un enorme spreco di energie: che bisogno c'era di pagare sceneggiatori per inventare storie italiane inventate e paradossali, quando bastava un abbonamento a "Il giornale"?
Dal call center mi dicono che gli americano non si bevono mica tutto. Sono di bocca buona, ma non esageriamo.

Così mi ritrovo a scrivere di questo inizio settembre, in cui finalmente tutti dicono di essere usciti dalla crisi.
Siamo così bravi a raccontare cazzate che ora le esportiamo.

..una marcetta stupida.. 
Simone, minimal 16:40 | commenti: commenti (popup)

Dove sono finito?

Un piccolo personaggio immaginario, seduto nello sportello del mio frigo, mi sussurra che ogni, tanto, oltre a fissarlo immaginando insenature nordiche allagate da ghiacciai perenni, dovrei anche venire qui a scrivere due righe.
Così, giusto per rassicurare me stesso che si può scrivere di niente ancora piuttosto bene.

Abbiamo trascorso le vacanze attraversando un paese che non conoscevo: l'Italia.

I doveri parentali hanno infilato un numero imprecisato e piuttosto alto di magliette e calzini all'interno della borsa viola; abbiamo anche costretto il trolley rosa a trasformarsi in scarpiera ambulante, poiché, se proprio dobbiamo farlo, voglio potermi cambiare calzatura con la stessa frequenza delle mutande.

Dopo un breve allenamento al nord, nel trentino dei suoceri, di cui ricordo soprattutto una terrazza architettonicamente impeccabile sulla quale abbiamo visto "Si può fare" applaudendo sul finale, e dopo anche un allenamento virtualmente faticoso correndo sul posto innanzi alla Wii balance board, con la speranza di attutire il colpo di una settimana consecutiva pugliese, siamo partiti in una tarda mattinata strattonati dalla nostra navigatora satellitara.

Parentesi per la nostra navigatora satellitara: nell'era del digitale a queste macchine si concede un potere troppo ampio;
poi finisce che ti trascinano per paesini, attraverso viuzze in cui passano le galline ma i capponi si incagliano.

Il nostro navigatore (anzi, la nostra navigatora) è zingaro.

o forse solo le strade non le conosce.

potrebbe anche essere, non ci trovo niente di male, basta confessarlo: "alla rotonda, girare a destra. anzi no, a sinistra. no via, meglio chiedere"

Nel satellitare abbiamo trasmesso l'irriducibile resistenza ad ammettere che ci siamo persi e stiamo andando affanculo.

Quindi, dopo 500km in quasi 9 ore, siamo approdati ad una goletta (cala molinella, per i sospettosi che credono ci si sia inventato tutto) nei pressi di Vieste.

Camping. quello vecchia maniera, con la piazzola e la tenda con cui siamo quasi affogati in Irlanda.
Quella comprata all'Ipercoop.

Stavolta però c'era anche il materasso gonfiabile, i cuscini di casa e la macchina parcheggiata a mezzo metro: questa incredibile comodità ci ha permesso di trascorrere due giorni bellissimi, facendoci persino tentare dal sole, cui siamo vampirescamente refrattari da sempre.

Al terzo giorno abbiamo smontato tutto e siamo ripartiti in rotta verso Castellaneta Marina, pineta con villette nei pressi di Taranto, ospiti degli Zii.

Qui abbiamo messo le radici e soprattutto il trolley rosa portascarpe ha trovato respiro perché le abbiamo indossate tutte.
Non contemporaneamente, ma quasi.

Il soggiorno marittimo è stato una pioggia di cugini, parenti, mozzarelle e parmigiane di melanzane.

Abbiamo visitato Matera di notte, correndo tra i sassi (che ho scoperto non essere, come inganna il termine, solo delle banali formazioni di roccia; bensì delle casine tutte collegate tra loro) e mangiando cornetti anabolizzati e farciti di crema o nutella.

Abbiamo scoperto dove finisce l'italia: Che i leghisti ci credano o no, dopo il po' prosegue ancora per svariate centinaia di chilometri, fino a Leuca, dove c'è il santuario che era abbastanza in disuso, ma poi è arrivato il Papa e allora l'hanno rimesso a nuovo (altro che Silvio che va un giorno si e l'altro no a L'Aquila e non succede mai un cazzo.. mandateci Paparatzinger e state sicuri ricostruiscono tutto. Ovviamente dopo sembrerà un'enorme Oktoberfest..).

A Leuca abbiamo scoperto che lo Ionio incontra l'Adriatico ma non succede nulla, anche se tutti giurano di vederci gorghi incredibili e le colonne d'ercole.
Invece è la casa abusiva di un amico di Dollaro che dice ci hanno anche fatto i fuochi per il suo compleanno.

Abbiamo mangiato i ricci di mare appena pescati, mentre ancora si muovevano. La cosa incredibile: hanno continuato a muoversi anche da vuoti.
Cosa abbiamo mangiato?
Meglio non saperlo.

Siamo poi tornati a Castellaneta giusto in tempo per sentire Neffa cantare sbiadito da lontano: giunti in piazza c'era già il vecchio J-ax che faceva oh e ballava come Mauro Repetto.

Rincasati nell'afa fiorentina, concludiamo questa nostra vacanza e questo riassunto delle puntate precedenti confessando che ieri, il bastardo parassita immaginario che vive nel frigo è stato cestinato.
Ho pulito tutto ed eliminato quel gene mutato uscito da una cipolla.
Altro che peletti: quella infame si faceva la barba tutte le mattine occupandomi il bagno per ore e consumandomi il dopobarba.
Simone, minimal 21:44 | commenti: commenti (3)(popup)